Il lato umano della scienza

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La divergenza di teorie nella storia della scienza fino ai giorni nostri è un dato di fatto. Anche se la nostra percezione può essere erroneamente convinta che adesso si verifichi un progresso lineare non è certo così.

 Quanti personaggi della scienza sono stati giudicati eccentrici e strampalati perché la “comunità scientifica” non ha colto la novità e il seme di verità delle loro scoperte?

 E quanto cose sono state ritenute a lungo corrette, ma sono finite per risultare l’esatto opposto?

 Eccovi dunque una carrellata di 5 esempi, di teorie e scoperte rivelatesi drammaticamente sbagliate e di personaggi in anticipo sui tempi.

A dimostrazione che scienza e un sano relativismo vanno a braccetto e che non bisogna mai scordarsi che la scienza è prodotto umano, capace di grandi errori e di grandi pensieri!

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1. Partiamo dalla base: la questione del geocentrismo che, nella visione tolemaica, prevede la Terra al centro del nostro universo, ed i pianeti che ruotano attorno ad essa. Teoria che ben si confaceva al quadro religioso, ebbe una lunga fortuna. Niccolò Copernico e poco dopo Galileo Galilei smentiscono la teoria geocentrica a favore dell’eliocentrismo anche in seguito ad osservazioni empiriche.

2. Uno dei grandi – e tanti! – pensatori in anticipo sui tempi è Gregor Mendel (1822 – 1884): osservando i tratti che le piante madri trasferiscono alle piante figlie, capì, attraverso calcoli probabilistici, che alcune caratteristiche vengono trasmesse per via ereditaria.

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Il suo contributo alla genetica venne riconosciuto soltanto dopo la sua morte.

 3. “Contro la peste? Bambini, fumate tabacco”: con un po’ di immaginazione, questo potrebbe essere stato un titolo di una testata giornalistica nel 1665, quando a Londra si scatena un’epidemia di peste. Inoltre si consigliava una bella fumata di pipa contro praticamente ogni male, inclusi i tumori.

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4. Malattie mortali trasmesse dai germi? Tutte panzane! Louis Pasteaur (1822 – 1895), biologo, microbiologo e chimico francese, venne messo alla berlina dai suoi colleghi contemporanei per aver sostenuto la teoria per cui corpi minuscoli, invisibili all’occhio umano, potessero causare malattie anche mortali. Il calore, sempre secondo Pasteaur, avrebbe un effetto distruttivo nei confronti dei microbi – da qui il termine “pastorizzazione”.

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5. Il salasso, inteso come pratica curativa, non è poi così remoto: dall’antichità fino alla fine dell’Ottocento era una pratica assai diffusa ed utilizzata per curare praticamente qualsiasi cosa. Febbre, infezioni, intossicazioni?

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Un bel prelievo di sangue arterioso ed il corpo ne avrebbe tratto giovamento, purificandosi e ritornando in forze.

B.G.

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Pubblicato da

il Leibniz

Contattateci liberamente! ilLeibniz.redazione@gmail.com

6 pensieri su “Il lato umano della scienza”

  1. Anche Einstein venne deriso dai parrucconi universitari dell’epoca per la sua teoria della relatività, prima che essa si affermasse. Di esempi ce ne sono comunque a bizzeffe nel corso di centinaia di anni. Purtroppo spesso si cade nel dogmatismo tout court (non solo religioso), e in quel momento, inevitabilmente le menti si ottenebrano

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