Ma quanto ci piacciono le curve?!

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Per chi ama l’ordine, ci sono quelle “ordinate” appartenenti al regno della geometria euclidea, per gli esteti, i frattali, per gli ossessivi-compulsivi, le spirali, e così via! Insomma, ad ognuno la sua curva!

La storia delle forme geometriche, e quindi anche quella delle curve, riflette per molti aspetti le varie concezioni cosmologiche all’interno della storia e l’impatto che queste ultime suscitano negli animi.

Un esempio? Prendiamo Euclide. Egli vive in un mondo in cui è fortemente sentita la presenza di un universo divino ed incorruttibile: le forme geometriche da lui avanzate, riflettono l’ordine immutabile che questa dimensione manifesta; sarà poi compito di Aristotele conferire alla geometria la capacità di spiegare il mondo terreno e mutevole, pur rimandando ad una dimensione superiore!

Ma le curve, rimangono dominio del mondo della “carta e penna” e delle due dimensioni?

Le curve, quelle più belle e suggestive sono passate dall’immaginario mentale, alla realtà, forse perché troppo belle per essere lasciate “inespresse”. La geometria delle curve ha influenzato vari settori: dall’oggettistica ergonomica, all’ingegneria meccanica.

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Questa è una curva detta clotoide.

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Questo – manco a dirlo – è un non meglio specificato ottovolante. Un ottovolante deve il suo funzionamento proprio ad una curva clotoide.

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Non sembra anche a voi che questa spirale, la spirale di Fermat, assomigli tantissimo ad una trappola antizanzare?

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La natura è un “punto d’osservazione” privilegiato per poter ammirare il mondo delle curve.

Un esempio su tutti è quello della curva detta ofiuride – letteralmente dal greco significa coda di serpente – e delle spire della coda, appunto, del serpente.

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Le curve in natura hanno ispirato l’uomo, l’uomo ha creato delle curve ispirandosi a quelle trovate in natura e a sua volta ha creato manufatti con quelle curve. Il mondo delle curve rappresenta un anello di congiunzione tra quello che è natura e quello che è artificio, un anello di congiunzione tra quella che è l’osservazione e quella che è la realizzazione.

 

B. G.

 

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Pubblicato da

il Leibniz

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